I messaggi di Gennaio 2005

27 Gennaio 2005

In memoria...

"Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo,
che lavora nel fango,
che non conosce pace,
che lotta per mezzo pane,
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome,
senza più forza di ricordare,
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa, andando per via,
coricandovi, alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi."


"Haftling: ho imparato che io sono uno Haftling (detenuto).
Il mio nome è 174.517; siamo stati battezzati, porteremo finché vivremo il marchio tatuato sul braccio sinistro. […]
Pare che questa sia l'iniziazione vera e propria: solo “mostrando il numero” si riceve il pane e la zuppa. Sono occorsi vari giorni, e non pochi schiaffi e pugni, perché ci abituassimo a mostrare il numero prontamente, in modo da non intralciare le quotidiane operazioni annonarie di distribuzione; ci son voluti settimane e mesi perché ne apprendessimo il suono in lingua tedesca. E per molti giorni, quando l'abitudine dei giorni liberi mi spinge a cercare l'ora sull'orologio a polso, mi appare invece ironicamente il mio nuovo nome, il numero trapunto in segni azzurrognoli sotto l'epidermide."
[...]
"Finita l'operazione di tatuaggio, ci hanno chiusi in una baracca dove non c'è nessuno.
Le cuccette sono rifatte, ma ci hanno severamente proibito di toccarle e di sedervi sopra: così ci aggiriamo senza scopo per metà della giornata nel breve spazio disponibile, ancora tormentati dalla sete furiosa del viaggio.
Poi la porta si è aperta, ed è entrato un ragazzo dal vestito a righe, dall'aria abbastanza civile, piccolo, magro e biondo.
Questo parla francese, e gli siamo addosso in molti, tempestandolo di tutte le domande che finora ci siamo rivolti l'un l'altro inutilmente. Ma non parla volentieri, nessuno qui parla volentieri.
Siamo nuovi, non abbiamo niente e non sappiamo niente; a che scopo perdere tempo con noi?
Ci spiega di malavoglia che tutti gli altri sono fuori a lavorare, e torneranno a sera.
Lui è uscito stamane dall'infermeria, per oggi è esente dal lavoro.
lo gli ho chiesto (con un'ingenuità che solo pochi giorni dopo già doveva parermi favolosa) se ci avrebbero restituito almeno gli spazzolini da denti; lui non ha riso, ma col viso atteggiato a intenso disprezzo mi ha gettato: - Vous n'étes pas à la maison -
Ed è questo il ritornello che da tutti ci sentiamo ripetere: non siete più a casa, questo non è un sanatorio, di qui non si esce che per il Camino (cosa vorrà dire? Lo impareremo bene più tardi)."
[...]
"Spinto dalla sete, ho adocchiato, fuori di una finestra, un bel ghiacciolo a portata di mano. Ho aperto la finestra, ho staccato il ghiacciolo, ma subito si è fatto avanti uno grande e grosso che si aggirava là fuori, e me lo ha strappato brutalmente.
- Warum? - gli ho chiesto nel mio povero tedesco. - Hier isi kein Warum - (qui non c'è perché) mi ha risposto, ricacciandomi dentro con uno spintone.
La spiegazione è ripugnante ma semplice: in questo luogo è proibito tutto, non già per riposte ragioni, ma perché a tale scopo il campo è stato creato. Se vorremo viverci, bisognerà capirlo presto e bene."
[...]
"Ed altro ancora abbiamo imparato, più o meno rapidamente, a seconda del carattere di ciascuno; a rispondere “jawoll”, a non fare mai domande, a fingere sempre di avere capito.
Abbiamo appreso il valore degli alimenti; ora anche noi raschiamo diligentemente il fondo della gamella dopo il rancio, e la teniamo sotto il mento quando mangiamo il pane per non disperderne le briciole.
Anche noi adesso sappiamo che non è la stessa cosa ricevere il mestolo di zuppa prelevato dalla superficie o dal fondo del mastello, e siamo già in grado di calcolare, in base alla capacità dei vari mastelli, quale sia il posto più conveniente a cui aspirare quando ci si mette in coda."


Tratto da "Se questo è un uomo" di Primo Levi
 
06 Gennaio 2005

A Messina...

Ciao!!!
Finalmente eccomi qui, riesco a trovare un pò di tempo per aggiornare!
Allora...
Giorno 5 sono stato a Messina, per l'intera giornata, con i miei cari amici "del mare" e cioè i miei vicini di casa (nel periodo estivo) a Furci (ME).
Siamo un gruppo abbastanza numeroso, ci conosciamo da quando avevamo 6-7 anni e quindi, estate dopo estate, siamo cresciuti insieme!
Poiché ci ritroviamo vicini di casa solo per 3 mesi l'anno, dato che ognuno di noi proviene da città diverse (soprattutto Catania e Messina), nei rimanenti 9 mesi organizziamo, quando possibile, delle vere e proprie "rimpatriate" come quella di giorno 5!
Eccovi alcune foto..!


Il Duomo di Messina


A Ganzirri, facce un pò turbate in seguito ad un pranzo particolare...


Una veduta del lago di Ganzirri


La Calabria, vicinissima!


Alla fermata del tram...
 
03 Gennaio 2005

E anche il 2004 ha ceduto il posto al nuovo arrivato...

Salve a tutti!
Per prima cosa... AUGURI!!!
Che il 2005 possa essere trascorso serenamente, con gioia e in pace!
Ancora AUGURI affinché tutti i nostri sogni, le nostre aspettative e anche i nostri buoni propositi possano realizzarsi!


Secondariamente... come avevo promesso, voglio spendere qualche parola riguardo la serata di ieri da Barbara S.
Ci siamo divertiti, abbiamo trasformato quella che avrebbe dovuto essere una giocata a carte in un "cenacolo di cultura" (come ama dire qualcuno...), con tanto di tiramisù, sui temi più vari: percorsi astrali, influenze planetarie, teorie secondo le quali l'uomo non deriva dalle scimmie ma da extraterrestri venuti sulla Terra migliaia di anni fa allo scopo di continuare la loro specie al di fuori del loro pianeta originario, autopsie, "femmine della notte"..., lividi, macchie, scope, granelli di sale, allegri neonati volanti, rose e chi più ne ha più ne metta...
C'è stato comunque chi ha giocato a dama ed è riuscito a dare vita, in soli 90 minuti circa, ad una nuova tattica, quella che si potrebbe chiamare "uno scappa e l'altro... fugge".
Tra risate, facce scettiche e visi allarmati abbiamo inoltre cantato a squarciagola finché abbiamo potuto (e cioè fino a quando non ci hanno citofonato minacciosi...).
Una bella serata che per me si è conclusa con uno strappo a casa poco rassicurante... 2 occhi mi fissavano continuamente... e le mie risate e quelle di Deb non cessavano, quasi soffocate... :-D
Per tutti i nati sotto il segno del Toro: ATTENZIONE AL 16 LUGLIO!!! ;-)


Infine vi propongo qualche foto scattata durante la recente e bellissima Route (campo mobile scout) invernale che ci ha visti partire da Solicchiata per raggiungere Linguaglossa godendo, a tratti, di un "sano" gelo mentre camminavamo con gli arti quasi ghiacciati..!







Quest'ultima foto fa un pò "alba dei morti viventi"..!
Tags: scout

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